Tecnica mini-invasiva per la correzione del pectus carinatum PDF Stampa E-mail
Scritto da Amministratore   
Mercoledì 01 Ottobre 2008 20:05

Come per il pectus excavatum la tecnica mini-invasiva di Nuss ha rivoluzionato l’approccio chirurgico e reso in molti casi superate le precedenti tecniche chirurgiche più invasive, anche per il pectus carinatum è successo lo stesso: una nuova tecnica mini-invasiva si è ormai diffusa in tutto il mondo, che evita cicatrici sulla parete anteriore del torace, resezione di coste, osteotomia, ecc…

Insomma, se fino ad oggi il pectus carinatum era correggibile solo tramite un intervento che prevedeva la dissezione dei muscoli, la resezione dei segmenti cartilaginei anomali, l’osteotomia sternale, e la fissazione dello sterno con strumentario metallico o di altro tipo, è ora possibile correggere questo tipo di malformazione in maniera molto più semplice e meno invasiva. Dove? In pochissimi Centri al mondo, per ora, ma probabilmente tra pochi anni in molti.La tecnica è stata ideata e pubblicata nel 2005 (A minimally invasive technique to repair pectus carinatum. Preliminary report, Arch Bronconeumol, 2005) dal chirurgo argentino Abramson, che si è ispirato alla tecnica di Nuss per la correzione del pectus excavatum. Se la tecnica di Nuss corregge l’escavazione attraverso una barra metallica inserita al di sotto dello sterno e poi ruotata, la tecnica di Abramson prevede il posizionamento della stessa barra, con la stessa concavità, al di sopra dello sterno; la barra viene fissata a due stabilizzatori metallici laterali (a loro volta legati alle coste) in modo che comprima lo sterno verso il basso. La barra metallica viene inserita attraverso due piccole incisioni laterali del torace, come nella tecnica di Nuss, ma non è necessaria la toracoscopia, in quanto la barra nella tecnica di Abramson rimane al di fuori del torace. Il passaggio della barra viene realizzato creando un tunnel al di sotto dei muscoli pettorali. Il risultato della correzione è evidente fino da subito, ma la barra va mantenuta un periodo di tempo sufficientemente lungo per ottenere una riconfigurazione del torace. In pratica è come portare un sistema compressivo sternale interno. La compressione tramite corsetto esterno è un’opzione non chirurgica adottata in alcuni Centri, e sembra offrire risultati buoni. L’intervento di Abramson permette invece l’inserimento di un sistema compressivo interno, con il vantaggio, per il paziente, di ottenere la correzione da subito, e di non essere obbligato a dover indossare uno scomodo bustino, che va mantenuto praticamente 24 ore su 24 per mesi o anni. La barra andrà ovviamente rimossa in un secondo tempo. I risultati preliminari di questa tecnica sono molto promettenti. I candidati ideali sono i ragazzi in cui il torace sia ancora sufficientemente elastico, e la compressione da parte della barra possa ottenere una buona correzione della malformazione. Sembra anche che la tecnica dia un risultato migliore se eseguita in forme simmetriche.

L’Istituto G. Gaslini di Genova è il primo Centro in Europa attrezzato per realizzare questo nuovo approccio chirurgico. Chi fosse interessato può rivolgersi a noi per informazioni e/o una visita....Contatti

Ultimo aggiornamento Domenica 20 Novembre 2016 14:00